Ho aderito e segnalo un interessante sito ... per la campagna di comunicazione che attua ...
Non fatevi impressionare dalla "cattiva parola" che, rimane pur sempre un calzante "AGGETTIVO QUALIFICATIVO" ...
Ecco la presentazione del sito ... www.strunz.me ... di Luciano Colella ... seguita da un mio primo messaggio lasciato sul sito ...
Gli STRUNZ non sono presenti solo a Napoli e questa non è una campagna "contro".
Non è quindi una campagna "contro" i cafoni.
E non è neanche una campagna ideata e realizzata da persone che si sentono/reputano "perbene".
STRUNZ è una campagna di comunicazione che intende stimolare un percorso di crescita in ognuno di noi, innalzando la soglia del controllo sociale percepito.
Inoltre, la cacca dei cani sui marciapiedi, i manifesti abusivi (dei politici come dei commercianti), le macchine parcheggiate in seconda fila ed altro sono malcostumi che ritroviamo in molte altre grandi città.
Z-Star, cantante inglese che ha fatto il suo intervento nel brano di Ciccio Merolla, ha aderito al nostro progetto perché le “situazioni da STRUNZ” le vive in prima persona a Londra.
E gli STRUNZ vivono e si riproducono anche a New York.
In pratica, gli STRUNZ non sono una prerogativa di Napoli.
Napoli è una città certamente complessa, con grandi contraddizioni e contrasti, ma è molto facile e non utile al cambiamento parlare di Napoli "facendo colore".
E' facile per i napoletani "perbene" sentirsi migliori additando i “cafoni” come incivili, ed è facile per i cittadini di altre città sentirsi migliori additando i napoletani come incivili.
Ma il nostro obiettivo non è “sentirci migliori” perché c'è chi è peggio di noi, il nostro obiettivo è crescere, migliorarci e testimoniare con i fatti ciò che siamo, perché possa valere quale esempio per i nostri figli.
Ha scritto Luca Sessa nel suo contributo “STRUNZ per non essere soli, ne escludere” - “Ogni progresso per la città e la civiltà di Napoli non può provenire (men che meno sotto dettatura) dalla logica del buono-cattivo, ma da un’azione di inclusione che ricomponga in forza il corpo sociale e ne sfrutti tutti i benefici di una nuova coesione assestata su un equilibrio più virtuoso e rispettoso del sé.”
Poi è vero, ci sono anche i grandi, grandissimi STRUNZ, quelli senza speranza, ma sono meno di quello che crediamo.
Non è quindi una campagna "contro" i cafoni.
E non è neanche una campagna ideata e realizzata da persone che si sentono/reputano "perbene".
STRUNZ è una campagna di comunicazione che intende stimolare un percorso di crescita in ognuno di noi, innalzando la soglia del controllo sociale percepito.
Inoltre, la cacca dei cani sui marciapiedi, i manifesti abusivi (dei politici come dei commercianti), le macchine parcheggiate in seconda fila ed altro sono malcostumi che ritroviamo in molte altre grandi città.
Z-Star, cantante inglese che ha fatto il suo intervento nel brano di Ciccio Merolla, ha aderito al nostro progetto perché le “situazioni da STRUNZ” le vive in prima persona a Londra.
E gli STRUNZ vivono e si riproducono anche a New York.
In pratica, gli STRUNZ non sono una prerogativa di Napoli.
Napoli è una città certamente complessa, con grandi contraddizioni e contrasti, ma è molto facile e non utile al cambiamento parlare di Napoli "facendo colore".
E' facile per i napoletani "perbene" sentirsi migliori additando i “cafoni” come incivili, ed è facile per i cittadini di altre città sentirsi migliori additando i napoletani come incivili.
Ma il nostro obiettivo non è “sentirci migliori” perché c'è chi è peggio di noi, il nostro obiettivo è crescere, migliorarci e testimoniare con i fatti ciò che siamo, perché possa valere quale esempio per i nostri figli.
Ha scritto Luca Sessa nel suo contributo “STRUNZ per non essere soli, ne escludere” - “Ogni progresso per la città e la civiltà di Napoli non può provenire (men che meno sotto dettatura) dalla logica del buono-cattivo, ma da un’azione di inclusione che ricomponga in forza il corpo sociale e ne sfrutti tutti i benefici di una nuova coesione assestata su un equilibrio più virtuoso e rispettoso del sé.”
Poi è vero, ci sono anche i grandi, grandissimi STRUNZ, quelli senza speranza, ma sono meno di quello che crediamo.

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