NOTIZIA dello scorso 29 Settembre ...
L’annuncio è di quelli importanti.
“Stop alla
costruzione di nuovi inceneritori
in Emilia Romagna e
chiusura graduale di quelli esistenti, a partire dai più vecchi”.
A dirlo, dopo
un incontro con i vertici di Hera
e Iren, è l’assessore
regionale all’ambiente Sabrina Freda.
“Ci tengo a specificarlo, la linea è quella di tutta la giunta e le due multiutility si atterrano al piano”.
Il piano di cui parla l’assessore è in lavorazione, ma è già disponibile un
primo documento di indirizzo, approvato in estate.
(COMMENTO ... CAPUANDO avremo un nuovo e "virtuoso" Piano Regionale per la Campania?) ...
L’obiettivo è dunque già chiaro, ed è la
riduzione graduale di discariche
e inceneritori fino a passare ad un ciclo dei rifiuti basato esclusivamente su
“poli provinciali di recupero”.
Un obiettivo non certo facile, visto che nel
2010 i rifiuti urbani
hanno superato le tre milioni di tonnellate, con un aumento che non hai mai
visto rallentamenti ad eccezioni del 2009. Le percentuali parlano chiaro: dal
2001 al 2010 la produzione totale è aumentata del 22% mentre la popolazione
solo del 9%. Le linee di indirizzo approvate dalla giunta invece puntano in
primo luogo a prevenire la produzione
dei rifiuti, prolungando quindi la vita utile dei beni. Da qui
l’idea di una rete regionale di “poli
di recupero”, per rimettere in circolo quello che altrimenti
sarebbe destinato all’incenerimento
o comunque alla discarica. Per fare questo, ha spiegato l’assessore, “servirà
un patto con le aziende e il sistema produttivo, in modo che tutto quello che
si produce sia riutilizzato il più possibile”.
“Impossibile per il momento dare delle date”,
spiega Freda, che sottolinea come il prossimo nuovo Piano regionale dei rifiuti
scadrà nel 2018, “e quindi le verifiche
avverranno ogni sei anni”.
Detto questo le linee guida sono ormai tracciate: chiusura delle discariche, stop alla
costruzione di nuovi inceneritori e utilizzo di quelli già in funzione “per lo smaltimento finale dei rifiuti urbani
prodotti nel territorio regionale nel rispetto del principio di prossimità”.
Poi, con la graduale apertura dei centri di recupero, chiusura di tutti gli
inceneritori presenti in Emilia Romagna.
L’esempio da prendere è quello di
Reggio Emilia. “Quando hanno fermato il loro inceneritore – ragiona l’assessore
all’ambiente – si sono fatti carico dei propri rifiuti attraverso un sistema
misto discarica-trattamento a freddo mediante procedimenti
meccanici-biologico”.
Domani Freda
sarà a Parma per discutere con l’assessore all’ambiente Gabriele Folli del termovalorizzatore
che Iren vuole attivare e che invece il sindaco Federico Pizzarotti ha promesso di
chiudere. “Ripeterò quello che ho già dichiarato pubblicamente: non far partire
il termovalorizzatore rientra nelle linee guida già condivise dalla giunta
regionale. Quello che Parma dovrà fare però – conclude Freda – è prendersi
carico dei propri rifiuti. Altrimenti il sistema non potrà che collassare”.

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